16) Descartes. Il concetto di sostanza  .
Descartes definisce la sostanza come ci che non ha bisogno di se
medesima per esistere e la ritiene attribuibile solo a Dio. Egli
confronta poi questa definizione con la res cogitans e con la res
extensa. Su questo argomento vi sar poi un grande dibattito tra i
filosofi, che influenzer profondamente Spinoza e altri.
R. Descartes, I principi della filosofia, Parte prima, 51-53
(pagine 206-207).

51. Che cos' la sostanza, e che  un nome che non si pu
attribuire a Dio ed alle creature nello stesso senso.

Per quanto riguarda le cose che noi consideriamo come dotate di
qualche esistenza,  necessario che le esaminiamo qui l'una dopo
l'altra, per distinguere quello ch' oscuro da quello che 
evidente nella nozione che abbiamo di ciascuna. Quando noi
concepiamo la sostanza, concepiamo solamente una cosa che esiste
in tal modo da non aver bisogno che di se medesima per esistere.
Nel che pu esserci dell'oscurit riguardo alla spiegazione di
questa espressione: non aver bisogno che di se medesimo; poich, a
parlar propriamente, non v'ha che Dio che sia tale, e non v'ha
niuna cosa creata che possa esistere un sol momento senza essere
sostenuta e conservata dalla sua potenza. Ecco perch si ha
ragione nella scuola di dire che il nome di sostanza non 
univoco riguardo a Dio ed alle creature, cio che non v' nessun
significato di questa parola, che noi concepiamo distintamente,
che convenga nello stesso senso a lui e a loro; ma poich tra le
cose create alcune son di tale natura da non potere esistere senza
alcune altre, noi le distinguiamo da quelle che non hanno bisogno
che del concorso ordinario di Dio, chiamando queste, sostanze, e
quelle, qualit o attributi di queste sostanze.

52. Che esso pu essere attribuito all'anima e al corpo nello
stesso senso, e come si conosce la sostanza.

E la nozione che noi abbiamo cos della sostanza creata si riporta
nello stesso modo a tutte, cio a quelle che sono immateriali,
come a quelle che sono materiali o corporee; poich, per intendere
che sono sostanze, bisogna soltanto che noi percepiamo che esse
possono esistere senza l'aiuto di nessuna cosa creata. Ma quando
si tratta di sapere se qualcuna di queste sostanze esiste
veramente, cio se essa  attualmente nel mondo, non basta che
esista in questo modo perch noi la percepiamo; poich questo solo
non ci scopre nulla che ecciti qualche conoscenza particolare nel
nostro pensiero. Bisogna, oltre di questo, che essa abbia alcuni
attributi che noi possiamo osservare; e non ve n' nessuno che non
basti per questo scopo, poich una delle nostre nozioni comuni 
che il nulla non pu avere n attributi, n propriet o qualit:
ecco perch, quando se ne trova qualcuno, si ha ragione di
concludere che esso  l'attributo di qualche sostanza, e che
questa sostanza esiste.

53. Che ogni sostanza ha un attributo principale, e che quello
dell'anima  il pensiero, come l'estensione  quello del corpo.

Ma, bench ogni attributo sia sufficiente per fare conoscere la
sostanza, ve n'ha tuttavia uno in ognuna, che costituisce la sua
natura e la sua essenza, e dal quale tutti gli altri dipendono.
Cio l'estensione in lunghezza, larghezza e profondit costituisce
la natura della sostanza corporea; ed il pensiero costituisce la
natura della sostanza pensante. Poich tutto ci che del resto si
pu attribuire al corpo presuppone estensione, e non  che un modo
di quello che  esteso; egualmente tutte le propriet che troviamo
nella cosa che pensa, non sono che modi differenti di pensare.
Cos non sapremmo concepire, per esempio, nessuna figura se non in
una cosa estesa, n movimento che in uno spazio che sia esteso;
cos l'immaginazione, il sentimento e la volont dipendono in tal
modo da una cosa che pensa, che non possiamo concepirli senza di
essa. Ma, al contrario, noi possiamo concepire l'estensione senza
figura o senza movimento, e la cosa che pensa senza immaginazione
o sentimento, e cos via.
R. Descartes, Opere, Laterza, Bari, 1967, volume secondo, pagine
51-53.
